Per mesi ho cercato di risolvere problemi, sostenere gli altri e resistere. Nel frattempo, quasi senza accorgermene, ho lasciato me stesso in fondo alla lista.
Prendersi cura di sé non è egoismo
Il terzo giorno mi accorgo che qualcosa sta cambiando. Non parlo del peso: parlo del permesso di dedicarmi attenzione. Posso voler bene agli altri senza dimenticare la mia salute e la mia serenità.
Provare, assaggiare, osservare
A colazione cappuccino e cornetto di sfoglia; a pranzo linguine al ragù; poi mezzo melograno e, a cena, pollo con piselli e pancetta. Sto anche costruendo una classifica personale dei piatti, perché il gusto conta: un percorso sostenibile non dovrebbe essere una punizione.
Non correre verso la pesata
Aspetterò il fine settimana o lunedì. La tentazione di controllare c’è, ma voglio lasciare al corpo e alle nuove abitudini un po’ di tempo. Ho inoltre programmato una visita con la nutrizionista, perché chiedere supporto competente fa parte del prendermi cura di me.
Il valore del sostegno
Penso al mio amico Massi e al percorso enorme che ha affrontato. Penso anche a chi guarda, commenta e condivide la propria esperienza. Non siamo identici e non abbiamo gli stessi bisogni, ma sapere che altri comprendono la fatica rende la strada meno solitaria.
Quello che porto con meRimettermi al centro non significa togliere spazio agli altri: significa smettere di sparire.
Ti è mai capitato di dedicarti a tutti tranne che a te stesso?
